L'idea di organizzare concerti di musica da camera in spazi non convenzionali quali le Corti dei palazzi della città è nata dalla mancanza di un Teatro sul territorio urbano. Duole constatare che dopo tanti anni la situazione non sia cambiata.

Denominato, dunque, “Le Corti dell’Arte” il festival è nato ed è tuttora organizzato nelle antiche Corti gentilizie dei palazzi del Centro storico di Cava de’ Tirreni.

Dopo qualche iniziale diffidenza motivata fondamentalmente dalla novità della proposta e dai problemi legati ad una formula che prevedeva eventi pubblici in spazi privati, nel giro di pochi anni abbiamo assistito ad una speciale ed entusiasmante gara nel voler proporre la propria Corte quale sede dei concerti. In molti casi l’evento ha contribuito a promuovere bellezze architettoniche, divulgare storie di casati poco noti, apprezzare squisite doti di ospitalità di proprietari e di condomini.

La particolare configurazione morfologica della città ha anche consentito di sperimentare, con risultati apprezzati sia dal punto di vista estetico che acustico, l'organizzazione di concerti sui sagrati delle Chiese, in caratteristiche piazzette, nei parchi e direttamente sotto i caratteristici Portici del Corso: spazi sottratti alla loro funzione ordinaria per diventare uno speciale teatro en plein air.

Il festival riservato, nella sua fase iniziale, esclusivamente ai partecipanti ai contemporanei Corsi di perfezionamento, nel corso degli anni è artisticamente cresciuto grazie all’esibizione dei docenti ai Corsi ed alla partecipazione di famosi concertisti, di formazioni cameristiche prevedendo, in qualche caso, mostre ed istallazioni artistiche.

Pur confermando la sua matrice essenzialmente legata alla musica classica, il festival non ha rinunciato a proposte alternative con concerti di musica popolare, jazz, canzoni d’autore e qualificate serate di teatro musicale. Per circa un decennio la kermesse si è conclusa con la rappresentazione di un’Opera lirica, e tale fatto ha rappresentato un virtuoso esempio di ottimizzazione sinergica di forze perché, oltre l’orchestra, ha coinvolto il coro polifonico dell’Accademia, i cantanti dei corsi selezionati dai docenti di canto, i direttori d'orchestra del laboratorio di direzione del maestro Bruno Aprea.

La conseguenza di un'impostazione funzionale di tal genere ha determinato un'altra caratteristica di un festival che, lontano da logiche e criteri legati a segretariati ed agenzie artistiche, ha confermato lo  speciale trait d'union fra alta formazione musicale e pubbliche esibizioni. In tal senso il Premio Jacopo Napoli, le maratone musicali, gli happening, i concerti aperitivo ed i numerosi saggi hanno sempre rappresentato preziose opportunità di crescita artistica per i corsisti.

Oggi Le Corti dell'Arte rappresentano un appuntamento di rilievo radicato sul territorio, conosciuto ed apprezzato a livello provinciale.